Spese di lite - art. 92 c.p.c.

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La novella introdotta dalla L. n. 69 del 2009, la quale ha profondamente inciso sul testo del secondo comma dell'art. 92 del codice di rito civile, circoscrivendo le ipotesi in cui è consentito pronunciare la compensazione delle spese di lite ai soli casi in cui ricorrono "gravi ed eccezionali ragioni", limitando di fatto gli ampi poteri discrezionali riconosciuti in subiecta materia all'autorità giudiziaria, ha ulteriormente rafforzato l'originaria funzione deterrente sottesa al principio di soccombenza, nell'ottica di una politica giudiziaria volta a disincentivare, come testimoniato anche da altri recenti interventi legislativi, tra cui spicca certamente il D.Lgs n. 28 del 2010 in materia di mediazione civile, il ricorso ai Tribunali quale luogo di elezione per la risoluzione delle controversie e a favorire per questa via l'auspicato obiettivo della deflazione del contenzioso.  
In questo contesto si segnala, per la chiarezza con cui sono individuate le "gravi ed eccezionali ragioni" che consentono la compensazione delle spese di lite, la pronuncia resa dal Tribunale di Lamezia Terme lo scorso 12 luglio 2010 (conultabile alla pagina www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/2359.pdf)in secondo cui tali ragioni sono da circoscriversi alle: "ipotesi di istruttoria particolarmente problematica caratterizzata dalla sovrapposizione ed incompatibilità tra elementi fattuali in parte favorevoli ad una parte ed in parte all'altra (c.d. complessità in fatto); ovvero [alle] ipotesi di fattispecie particolarmente complessa, perchè vertente in materia interessata da ius superveniens oppure oggetto di oscillanti orientamenti giurisprudenziali (c.d. complessità in diritto)"