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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 13 dicembre 2017, n. 5854

Il Consiglio di Stato, con la sentenza in esame, ha indagato l’ubi consistam del principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti negli appalti cd. “sotto soglia”. Un Comune indiceva una procedura negoziata ex art. 36, comma 2, lett. b), d.lgs. n. 50/2016 per l’affidamento del servizio di allestimento palchi per una manifestazione cittadina. Al termine della gara, l’Ente disponeva l’aggiudicazione dell’appalto nei confronti dell’impresa prima classificata. Avverso tali atti insorgeva il gestore uscente del servizio oggetto dell’affidamento, fra l’altro dolendosi del mancato invito alla procedura. Il Consiglio di Stato ha ribadito che in applicazione del “principio di rotazione” di cui all’art. 36, comma 1, d.lgs. n. 50/2016 negli appalti di importo inferiore alle soglie di rilevanza europea, la stazione appaltante ha l’alternativa o di non invitare il gestore uscente o di motivare attentamente le ragioni per le quali ritiene di non poter prescindere dall’invito.

Consiglio di Stato, sez.VI, sentenza 11 dicembre 2017, n.5792

Il Consiglio di Stato con la sentenza in esame ha ritenuto legittima la revoca di un precedente ordinanza di demolizione di un palazzo situato nel centro storico, adottata dal Sindaco di un Comune del pescarese, sostituita da ordinanza che impone lavori di messa in sicurezza, una volta accertato che il palazzo, non a rischio crollo immediato, sia in realtà un bene dall’elevato valore storico, artistico e culturale, non potendo il privato preferire la demolizione al restauro conservativo, a fronte dell’interesse pubblico al recupero.Inizialmente il Comune aveva disposto la demolizione urgente, a spese del proprietario del palazzo, salvo poi, a seguito delle valutazioni dei Vigili del Fuoco, disporre la messa in sicurezza in tempi brevi, rilevando i tecnici l’assenza di un reale e immediato pericolo di crollo. Contemporaneamente la Soprintendenza per i Beni Architettonici de L'Aquila interveniva per la valutazione del bene, conclusa l’anno successivo con la dichiarazione del notevole interesse artistico e architettonico e il necessario restauro conservativo.

Corte di Cassazione, sez. II civile, sentenza 4 gennaio 2018, n. 63 

La Cassazione con la sentenza in esame è ritornata ad occuparsi del tema riguardante il risarcimento del danno derivante dalla violazione della ragionevole durata del processo. Nello specifico, la domanda di risarcimento aveva come presupposto un processo amministrativo di primo grado dichiarato perento dopo 14 anni dal suo inizio (ricorso avanti al TAR del 1996, dichiarato perento nel 2010). La Corte d’appello rigettava la richiesta risarcitoria affermando l’assenza di qualsivoglia patema d'animo, atteso che dopo la pressoché contestuale presentazione dell’istanza di fissazione dell’udienza di discussione e di quella di prelievo, i ricorrenti non avevano più svolto alcuna attività processuale, manifestando il loro disinteresse per la definizione del giudizio, tanto da provocarne la perenzione.Secondo i ricorrenti per cassazione, la decisione di rigetto della corte era errata perché la previsione di strumenti sollecitatori non sospende, né differisce, il dovere dello Stato di pronunciarsi sulla domanda, né implica il trasferimento sul ricorrente della responsabilità del superamento del termine di durata.

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