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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Consiglio di Stato, sez. V, sentenza  7 settembre 2017 , n. 4248

Con la sentenza in esame il Consiglio di Stato ha ribadito a quale giudice spetti la giurisdizione nell'ipotesi in cui una P.A. abbia disposto con provvedimento la nomina o la revoca di componenti di un consiglio di amministrazione di una s.p.a. partecipata. Nel caso di specie, gli amministratori di una società finanziaria regionale avevano impugnato la delibera della Giunta regionale che disponeva la loro revoca dell'incarico societario per giusta causa. Il Supremo Consesso amministrativo, richiamando quanto precisato da precedente Ad. Plen. 3 giugno 2011, n. 10, precisa che, al pari degli atti di costituzione, modifica o estinzione di una società, tutti i provvedimenti espressione del potere decisionale spettante alla p.a. in materia societaria, prodromici rispetto a quelli prettamente negoziali, determinano l'esercizio di una potestà discrezionale finalizzato alla cura diretta di pubblici interessi che fanno capo a quel determinato soggetto pubblico. Di conseguenza, è evidente che l'esercizio di tale potere esula dalla vicenda societaria in quanto tale, e si risolve in un atto amministrativo che non incide su altrui diritti soggettivi, sindacabile solo davanti al G.A.

Consiglio di Stato_ sentenza n. 4248.2017

Corte di Cassazione, sez. III civile, ordinanza 12 settembre 2017, n. 21136

Con l’ordinanza in esame, la Corte di Cassazione ha affermato che nel ricorso per Cassazione una tecnica espositiva dei fatti di causa realizzata mediante la pedissequa riproduzione degli atti processuali non soddisfa il requisito di cui all'art. 366 c.p.c., n. 3, che prescrive "l'esposizione sommaria dei fatti della causa" a pena di inammissibilità. La pedissequa riproduzione dell'intero, letterale contenuto degli atti processuali è, per un verso, del tutto superflua, per altro verso, è inidonea a soddisfare la necessità della sintetica esposizione dei fatti, in quanto equivale ad affidare alla Corte, dopo averla costretta a leggere tutto, la scelta di quanto effettivamente rileva in ordine ai motivi di ricorso. Nel caso di specie il ricorso, dichiarato inamissibile, conteneva una esposizione sommaria dei fatti di causa articolata in circa 26 pagine con la tecnica dell'assemblaggio, mediante fotocopia integrale di una serie di atti processuali.

Corte di Cassazione_ ordinanza n. 21136.2017

Il 26 gennaio 2018 a Strasburgo si è celebrata l'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte europea dei diritti dell’uomo; è stato inoltre pubblicato in versione provvisoria e nelle due lingue ufficiali, l’inglese e il francese, il rapporto annuale della Corte europea dei diritti dell’uomo, in cui è descritta l’attività svolta nel 2017 dalla Corte, nelle sue varie formazioni giudiziali, con un’analisi puntuale delle principali pronunce. Richiamando il principio di sussidiarietà dell’intervento della Corte rispetto all’azione degli ordinamenti nazionali, viene dato particolare risalto da un lato alla quantità di decisioni prese nell’anno, dovute soprattutto all’elevatissimo numero di domande irricevibili, proposte per lo più da giornalisti e magistrati incarcerati, nei confronti della Turchia, e dall’altro lato alla necessità di interventi estranei alla Corte per la soluzione di problemi strutturali dei vari ordinamenti. Sul piano quantitativo, il rapporto registra l’aumento della complessità del contenzioso pendente; per i casi di irricevibilità, si segnala l’introduzione nel 2017 di una motivazione standardizzata ma pubblica dei provvedimenti.

Cedu_Annual_report_2017_ENG

Cedu_Annual_report_2017_FRA

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