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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Corte di Cassazione, sez. I civile, sentenza 5 Marzo 2020, n. 6196

Nell'ipotesi di dichiarazione di fallimento intervenuta nelle more del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo proposto dal debitore ingiunto poi fallito, la domanda è contrassegnata da improcedibilità rilevabile d'ufficio, senza che vada integrato il contraddittorio nei confronti della curatela fallimetare, in quanto il creditore opposto è tenuto a far accertare il proprio credito nell'ambito della verifica del passivo ai sensi degli artt. 92 e s. l.fall., in concorso con gli altri creditori. In applicazione del principio, la Corte ha rigettato il ricorso avverso la pronuncia con la quale erano stati condannati al pagamento di somme i soli fideiussori dell'impresa debitrice poi fallita, escludendo che dovesse integrarsi il contraddittorio nei confronti della procedura concorsuale.

Corte di Cassazione, sez. I civile, sentenza 5 Marzo 2020, n. 6196

 

Corte Costituzionale, sentenza 23 ottobre 2020, n. 223

Con la sentenza n. 223 del 2020 il Giudice delle leggi ha dichiarato la non fondatezza, in riferimento all’art. 3 Cost., della questione di legittimità costituzionale dell’art. 159 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, nella parte in cui non esclude che la impignorabilità stabilita nei confronti degli enti locali presso soggetti diversi dai rispettivi tesorieri sia opponibile anche ai creditori protetti o qualificati, poiché il vincolo d’impignorabilità stabilito è posto a presidio del corrente e tempestivo espletamento delle funzioni istituzionali degli enti locali, e non dell’interesse di ciascun creditore qualificato a essere soddisfatto.L’asserita incostituzionalità era stata sollevata dal Tribunale di Napoli Nord, per il quale l’impossibilità di pignorare le predette tipologie di creditole derebbe l'art. 3 Cost., sotto i profili della ragionevolezza e dell'eguaglianza.

Corte Costituzionale, sentenza 23 ottobre 2020, n. 223

 

Corte di Cassazione,  Sez. III penale, sentenza 11 novembre 2020, n. 31521

Le pubbliche piazze, vie, strade, e altri spazi urbani, laddove rientranti nell’ambito dei Centri Storici, ai sensi del comma 1 e del comma 4, lettera g), dell'articolo 10 del decreto legislativo n. 42 del 2004, sono qualificabili come beni culturali indipendentemente dall’adozione di una dichiarazione di interesse storico-artistico ai sensi degli articoli 12 e 13 del Codice. Tali beni appartenenti a soggetti pubblici sono, quindi, da considerare beni culturali ope legis, rispetto ai quali trovano necessaria applicazione le norme di tutela di cui alla parte II del Codice fino a quando non intervenga una espressa verifica di interesse in senso contrario ex art.12. Per questo motivo, conclude la Corte, "l'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere su tali beni è subordinata ad autorizzazione del Soprintendente".

Corte di Cassazione, Sez. III penale, sentenza 11 novembre 2020, n. 31521

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