Operazione Mare Nostrum, il punto del Ministro della difesa Roberta Pinotti alla Camera

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Il Ministro della difesa, Roberta Pinotti, ha riferito alla Camera i dati dell'operazione Mare Nostrum. Dall'inizio dell'operazione, avviata dopo la sciagura di Lampedusa, sono stati soccorsi dalla Marina 27.790 migranti, di cui 3.034 minori. Sono stati arrestati e denunciati all'autorità giudiziaria ben 207 scafisti, veri e propri trafficanti di esseri umani e non si sono più verificate altre perdite di vite umane. La tipologia dei migranti, secondo le informazioni fornite dal Ministro, è radicalmente cambiata negli ultimi mesi; circa due terzi delle persone soccorse cerca di migrare per ragioni politiche, non più economiche, ed è quindi in possesso dei requisiti per richiedere il diritto d'asilo.                                   

La causa più importante del fenomeno è rappresentata dall'elevato numero di situazioni di conflitto presenti in Nord-Africa e nelle regioni limitrofe, da dove proviene un flusso, che appare inarrestabile, di profughi e richiedenti asilo.         Il 93% dei migranti transita dalla Libia, paese politicamente instabile ed attualmente incapace di esercitare un effettivo controllo sul proprio territorio.   La Difesa sta supportando e addestrando le forze di sicurezza in Mali, in Libia e presto lo farà anche in Centro-Africa, per rafforzare la loro capacità operativa e di controllo delle frontiere. Mare nostrum, ha dichiarato il Ministro, è un'operazione a tempo e il Governo ha ben chiaro che l'Europa dovrà essere maggiormente coinvolta, così come lo dovranno essere le Nazioni Unite e i Paesi del partenariato 5 più 5 (Mauritania, Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Portogallo, Spagna, Francia, Malta e Italia). I costi per il sostegno dell'operazione sono coperti con le ordinarie disponibilità di bilancio del Ministero della difesa. Dall'inizio dell'operazione ad oggi sono stati spesi circa 9,3 milioni di euro al mese, di cui circa 7 milioni di euro per il funzionamento e la manutenzione dei mezzi ed i rimanenti per il personale impegnato nell'operazione. Per permetterne lo svolgimento si è reso necessario rimodulare la programmazione finanziaria ordinaria della Difesa, pur continuando ad assicurare lo svolgimento delle previste attività istituzionali, senza ripercussioni, almeno sino ad oggi, sull'attività programmata (dal Diario di Sofia Amoddio del 9 maggio 2014).

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